Segnalibri con l’anima di Agnese Tonelli

a cura di Stefano Stipitivich

Il segnalibro è sempre stato un oggetto di uso pratico. Serviva e serve semplicemente a ritrovare la pagina dove si è interrotta la nostra lettura. Originariamente era fin dal ’500 una semplice strisciolina di stoffa tessuta. Sicuramente però il primo vero segnalibro è segnalibro1stato, come ci ricorda Manzoni nell’incipit dei Promessi sposi, il dito indice, come quello di don Abbondio che “…chiudeva il breviario tenendovi dentro, per segno, l’indice della mano destra”. Poi nel corso dei secoli, soprattutto agli inizi del ’900 quando l’editoria si fece “popolare”, il segnalibro è divenuto oltre che metodo sbrigativo per recuperare il nostro percorso di lettura anche strumento di comunicazione non necessariamente legato al Segnalibro cleggere. Io ho impresso nella memoria della mia infanzia i segnalibri FILA che trovavi all’interno delle confezioni delle matite colorate “Giotto”: era bello collezionarli, era bello annusarli perché avevano un profumo strano, un mix di inchiostro tipografico, di grafite, di legno.  I segnalibri di Agnese Tonelli mi trasmettono la stessa gioia: vengono sì da questa antica tradizione ma sono subito “altro” perché sono “segnalibri con l’anima”. Nascono invero dalla copertina del libro ma poi, come figli che non vogliono seguire le Segnalibro aorme del padre, diventano autonomi. Cominciano un loro percorso visivo-narrativo che li rende vivi, vogliosi di fare strada con le proprie gambe, divertenti, spensierati e perché no anche irriverenti. Anzi la storia che sembrano narrare è altra rispetto a quella dalla quale sono nati. Ed è proprio dalla copertina di un libro amato, che è rimasto stampato indelebilmente nella memoria, sia esso Il ritratto di Dorian Gray o Sulla Segnalibro bstrada, che partono per un viaggio senza fine del quale vogliono narrarci tutto o quasi, sempre con grande sensibilità. Agnese Tonelli, che ama i libri e con i quali quotidianamente lavora, ha deciso di mostrarci questi segnalibri nati quasi per gioco che dimostrano oltre il suo grande amore per le opere a stampa anche una creatività ed una sensibilità artistica che lascia ben sperare per il futuro. Agnese sceglie i suoi libri con attenzione perché, come ebbe a scrivere Vitaliano Brancati, “…ciascuno ha sotto il braccio il libro che si merita”. E tornando al dito indice di manzoniana memoria lo uso questa volta per portarlo alle labbra ed invitarvi al silenzio, anche per pochi istanti: solo così potrete apprezzare appieno questi piccoli pro-memoria artistici di amate letture.