Fotografie di Andre Aloshine

Andre AloshineNato a Mosca nel 1960, vive negli Stati Uniti.
Fotografo, attore e regista di successo presso il Gorki Studio e Moss Film,
Vincitore di premi fra cui New York Film Festival and Flagstaff Film Festival per il documentario breve .
Dal 2006 si dedica esclusivamente alla fotografia . Nel 2009 e’ stato uno dei 5 artisti presentati da Color Magazine , come vincitore del “portfolio contest’’. Vive e lavora in Providence , Rhode Island dove e’ titolare dello studio fotografico AImagery.

“Io mi sento come un collezionista del tempo” dice Andre Aloshine. L’effimero movimento e lo scorrere del tempo sono alcuni dei temi fondamentali che si intrecciano nella collezione Morfeo Vagabondo. Usando vivide immagini Aloshine ferma il movimento catturando il brillare traslucido di una farfalla in volo, il vento che accarezza gli alberi, il fluire della onde.
(Shawn O’Sullivan – Color Magazine 2010)

Commenti Critici
Io mi sento come un collezionista del tempo” dice Andre Aloshine. L’effimero momento, il movimento e lo scorrere del tempo sono alcuni dei temi fondamentali che si intrecciano nella sua ultima collezione fotografica Morfeo Vagabondo.
Usando vivide immagini impressionistiche Aloshine ferma il movimento catturando il brillare traslucido di una farfalla notturna in volo, il vento che accarezza gli alberi, il fluire delle onde. “Noi siamo creature selettive, qualcosa attrae la nostra attenzione e ignoriamo cosa sta in mezzo, io sono affascinato dalle cose che stanno in mezzo. Mi interessa catturare l’attimo che stimola il pensiero. Appare come normalita’ ma qualcosa disturba quest’ordine….. c’e uno spazio aperto per immaginazione”.
Nato in Mosca l’attrazione di Aloshine per l’immagine comincia fin dall’infanzia. Ricorda di essere stato affascinato a soli tre o quattro anni dai colori della televisione di un amico. La televisione aveva un pellicola di plastica posata sul monitor che cambiava il bianco e nero dello schermo in colori rudimentali. “ Era pura magia per me “ . La sua e’ un infanzia non comune. Il padre e’ un agente del KGB e la famiglia viaggia di continuo, vive per qualche anno in Istanbul e più tardi a Dakar, insieme ad una passione per i viaggi che durera’ per tutta la vita, questo suscita in lui anche un senso di precarieta’ . “ Viaggiavo cosi’ spesso” dice , ricordando un momento quasi surreale” che mi svegliai una notte mentre sognavo di essere a Mosca, ma in effetti ero ad Ankara, e mi chiesi se in effetti tutto quello che ricordavo della mia vita a Mosca fosse solo un sogno. Forse non ero mai vissuto a Mosca” . A otto anni di eta’ riceve in dono la prima macchina fotografica e comicia a fotografare immagini della sua vita e dei luoghi dove vive. “ Documentavo la mia vita per averene un imagine tangibile” Dopo essersi laureato all’ Accademia Teatrale di Mosca, Aloshine intraprende con successo la carriera di attore e regista nel Unione Sovietica. Immigrato negli stati Uniti nel1991, dirige una stazione televisiva in Maine . Si trasferisce quindi a Providence dove lavora come produttore cinematografico indipendente ottenendo premi e riconoscimenti per il lavoro documentaristico.
Nonostante Aloshine possieda un MBA in marketing ottenuto presso l’Universita’ Johnson and Wales negli Stati Uniti, crede fermamente in un approccio non commerciale sia all’ arte che alla vita stessa. Attualmente ha lasciato l’attivita’ filmografica per dedicarsi unicamente alla fotografia. “ La fotografia e’ il mio Zen “ “la base e’ la narrativa della mia vita : io sono qui . La vita per se e’ polvere se ne lasciamo una traccia per nostri figli e per che ci ama, e’ buona” . Aloshine ama il processo fotografico “ Tutti I fotografi sono anche ingegneri e chimici’, dice, “noi cerchiamo sempre di migliorare gli arnesi del mestiere: lenti, machine fotografiche , pellicola. A me piace sperimentare con la macchina fotografica, ho creato una macchina unendo due, Graflook 4 x 5 base e Polaroid 1/10 corpo, e’ un meraviglioso animale esteticamente accattivante. La stampa e’ una parte importante del processo creativo e Aloshine stende personalmente una mano di vernice sulla carta per acquerello handmade in Francia. Usa pochissimo Photoshop lasciando che l’istinto e la macchina fotografica prendano il sopravvento.

Inizialmente tentavo di catturare questo istante al suo finire – viaggiando da punto A a punto B. Adesso mi interessa catturare il momento mentre mi sto muovendo . Utilizzando la mia esperienza come produttore cinematografico, tento di rendere il tempo come un movimento sfuocato. Suggerisce il senso del mistero. Nella nostra societa’ spieghiamo troppo tutto in dettaglio”. Non sorprende che fra le sue ispirazioni figuri Jaques-Henri Latrigue , di cui “Bichonnade Leaping” ,l’immagine di una donna che scende le scale , ha colpito l’immaginazione di Aloshine. “Il suo volto e’ bellissimo, cammina sull’ aria, questa e’ magia , questo e’ meraviglioso.”

Aloshine ha esposto I suoi lavori sia localmente in Providence in alcune mostre personali , che a Bologna . A Bologna ha partecipato ad una mostra di benificenza a favore di un piccolo villaggio in Peru che fotografo’ nel 2006. E’ stato felice di contribuire all’evento che ha raccolto fondi sufficienti per comprare materiale didattico , e cibo per la scuola del villaggio per un anno.
Aloshine viaggia spesso e la fotografia e’ una constate dei suoi numerosi viaggi. “La fotografia e’ come un Iku giapponese” dice “in una forma ridotta rappresenta un universo intero, un attimo di universo”. “Al momento sto pensando allo scorrere tempo. Mai come oggi la societa’ e le persone cambiano velocemente , l’attimo colto prima di un posto particolare o di persone e’già cambiato completamente poiche’ il tempo e’ passato”.
(Shawn O’Sullivan – Color Magazine 2010)

Esplodendo di colore e energia queste luminose opere d’arte fotografica in formato gigante espandono i limiti della fotografia convenzionale. L’abilita’ di Aloshine di catturare il movimento attraverso un unico scatto mozzafiato lancia il pubblico in un universo immaginario che e’ tutt’altro che usuale. E’ la combinazione innovativa di ritmo, materiali e natura che rendono queste opere affascinanti dal punto di vista visivo e concettuale.
(Matt Dooling- Gail Cahalan Gallery 2008)

La mostra “Morfeo e Terra” presenta le opere piu’ significative di due collezioni del fotografo Andre Aloshine : Morfeo Vagabondo e Terra Rossa. In entrambe le raccolte l’autore esplora l’elemento naturale proposto in una dimensione onirica. Ne studia la forma astratta quasi tangibile, i colori accesi da riflessi lumnosi e il movimento. Un universo sognante acchiappato nel momento che passa. Colori, luci fanno solo intravvedere un mondo nascosto dove ombre inquietanti evocano il misero al di la del immagine.
Nelle opere piu’ recenti l’istante celebrato da Aloshine si colora di una affettuosa malinconia. E’ già passato , e’ già ricordo e il tempo-movimento si intreccia con il discorso di quello che già’ non e’ più e giace statico. Le immagini astratte di Terra Rossa risuonano dell’eco di un modo primordiale e di civilta’ scomparse, in “bicicletta blu” l’oggetto puro, sgargiante di colore e’ un oggetto storia, abbandonato e incatenato ad un mondo fantasmagorico. Questa nuova dimensione arricchisce, nella presentazione spoglia su alluminio, la complessa struttura di queste opere d’arte che combinano un immediato e indiscutibile valore estetico con una profonda riflessione sull’ essenza della realtà.
(Silvia Degli Esposti – Bologna 2011)