Ernesto Romano /// New York

LocandinaNew York

Mostra personale di Ernesto Romano

22 novembre /// 8 dicembre 2014

Inaugurazione

sabato 22 novembre /// ore 18.30

 

 

 

 

Castello925
Centro ricerca arte contemporanea
Fondamenta San Giuseppe
Sestiere Castello, 30122 Venezia
Fermata vaporetto: Giardini-Biennale

 

Ernesto Romano è nato a Catania nel 1973. A Roma ha studiato regia e sceneggiatura cinematografica in varie scuole di cinema, e ha conseguito la laurea in Filosofia all’Università “La Sapienza” con una tesi sperimentale sul determinismo e la fisica quantistica.

Nel 2005 ha inaugurato il Livingroom Art-s Studio a Roma, dove ha esposto i suoi lavori di arte visiva e fotografia insieme a colonne sonore originali, partecipando a FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma. Nello stesso anno ha fondato la re_production, una casa di produzione che si occupa di video, edizioni, grafica e design.

Nel 2005 e nel 2006 ha ricevuto la menzione d’onore all’International Photography Awards per la sezione Fine Art con la serie Onde Anomale e per la sezione People – Lifestyle con una foto singola tratta dal reportage di Piazza Vittorio a Roma.
È stato l’unico finalista italiano nella sezione Photo/Digital Graphics al Celeste Prize 2011 di New York. Nel 2012 ha tenuto i Workshops on Creativity in SoHo a New York.

La sua ricerca multidisciplinare si estende in ambiti eterogenei, attraversando la pittura, la fotografia, la musica e la scrittura. Nelle arti figurative si possono distinguere due aspetti complementari della ricerca: il primo, nella fotografia, in cui viene colta l’ironia e la “surrealtà” del reale così com’è senza manipolazioni; l’altro, nella pittura, in cui invece vengono creati scenari che rappresentano la realtà che si nasconde dietro le apparenze.

«Fotografando in differenti paesi, anno dopo anno, mi sono accorto che gran parte del mio interesse nel fare delle fotografie è il catturare la “surrealità” della realtà. L’aspetto più interessante è la relazione tra il soggetto e lo sfondo. A volte è una relazione di ombre o forme, a volte è una relazione tra soggetti. Ciò che mi affascina è il fatto che in un momento fugace, colto in un fotogramma, la realtà sembra dirci qualcosa, che nel fotogramma successivo già non esiste più.»

«Questa ironia che a volte si coglie nelle forme della realtà che ci si presenta dinanzi, questa “surrealtà” del reale, non la vediamo semplicemente guardandoci intorno. Bisogna coglierla attraverso la fotografia per poterla apprezzare, poiché essa dura un solo istante, ed è questo il compito del fotografo: cogliere in un fotogramma un istante, che sfugge ai più, raccolto da un flusso di eventi. Tale ironia si manifesta spesso sotto forma di relazioni di analogia e complementarietà. Queste sono diventate col tempo una costante del mio lavoro, e rappresentano una forma di studio e di ricerca che si manifesta sia nella fotografia di paesaggio, urbano o naturale, sia in varie forme di ritratto. Capita spesso di esercitare la propria creatività nel momento dello scatto fotografico nell’ambito del reportage rinunciando alla messa in scena in studio e all’elaborazione successiva al computer, perché la realtà, se osservata e indagata con occhi attenti, offre per brevi attimi incredibili creazioni visive.
Ed è paradossale che si possa esercitare attivamente la propria creatività nel cogliere passivamente con uno scatto ciò che la realtà offre ai nostri occhi. In questo caso essere creativi vuol dire semplicemente avere la mente e gli occhi aperti a leggere trame di senso che si mostrano davanti a noi.»

art-s@ernestoromano.net
www.ernestoromano.net
skype: re_call

 

WORKSHOP SULLA CREATIVITÀ

Street photography a Venezia

Essere creativi non vuol dire solamente saper aggiungere, manipolare e trasformare. Essere creativi vuol dire essenzialmente trovare nuove soluzioni e risolvere problemi a partire da una condizione data, anche estremamente difficile o povera di elementi interessanti.

Esercitare la creatività non vuol dire esclusivamente cimentarsi nell’uso dei software di post-produzione delle immagini o dei video. C’è una creatività mentale che non bisogna trascurare e che va esercitata nel momento dello scatto. Anzi, essa va esercitata prima dello scatto, prima ancora di prendere in mano una macchina fotografica o una videocamera, con gli occhi. In realtà essa è la parte fondamentale del processo creativo, senza la quale ogni delega a successive manipolazioni rende qualsiasi lavoro depotenziato delle sua possibilità espressive.

Esercitarsi a concentrare la creatività durante le riprese, prima ancora che in fase di post-produzione, implica che non sia sempre necessario intervenire sulla realtà per modificarla. Esiste una creatività che legge la realtà e ne racconta, in maniera originale, gli aspetti più impensabili. In questo caso la creatività è la capacità del fotografo di vedere un fotogramma di senso e di estrarlo dal flusso degli eventi, senz’altro mezzo che la propria macchina fotografica. L’originalità è già nella realtà, e s’incontra con lo sguardo del fotografo, sempre diverso, che in maniera irripetibile riesce a coglierla.

Ma come rendere efficace un’immagine, dopo averne intuito le potenzialità espressive? Come esercitare la creatività all’interno dell’inquadratura, senza luci di supporto, prima ancora di pensare di poter intervenire con Photoshop?

Il Workshop sulla Creatività STREET PHOTOGRAPHY di Ernesto Romano aiuta ad esercitarsi nell’uso delle idee prima ancora che della macchina fotografica. Attraverso l’analisi della realtà che si presenta dinanzi, ci si esercita a trovare legami e corrispondenze di senso tra colori, forme, personaggi, luoghi. A partire da questo ci si esercita in strada con il docente e poi per conto proprio, per arrivare alla fine del Workshop con la selezione delle proprie immagini.

La parte fondamentale del Workshop è quella in cui s’imparano a riconoscere le potenzialità di una bella immagine laddove la realtà sembri non presentare nulla di interessante. Da questo punto in poi, si cercano creativamente le soluzioni espressive per costruire un’immagine interessante e originale. In questa fase s’impara a risolvere i problemi espressivi che si possono riscontrare, a causa delle difficoltà tecniche, o dei problemi che possono presentare i luoghi o le persone da fotografare.

S’impara a preparare la macchina fotografica velocemente e a fotografare in condizioni estreme di mancanza di tempo. O al contrario s’impara a saper aspettare con pazienza che la situazione che si tiene d’occhio si sviluppi secondo le previsioni.

Dopo la fase delle riprese, ci si esercita ad esaminare criticamente i propri lavori, e a sceglierli per comporre una selezione.

Gli strumenti della creatività utilizzati da Ernesto Romano per ottenere i risultati migliori sono:

– l’uso dei limiti come risorsa creativa
– l’accoppiamento di qualità eterogenee
– l’inizio dalla fine e la creazione degli sviluppi intermedi
– l’ottimizzazione del meglio
– l’esclusione del non-utile e del “dis-utile”

Programma del workshop

Domenica 30 novembre 2014
ore 9.00 – 13.00, in sede

Iscrizione, presentazione del corso
Lettura portfolio dei partecipanti

ore 15.00 – 19.00, in esterni

Riprese fotografiche con il docente

Lunedì 1 – Sabato 6 dicembre

Riprese fotografiche libere
Riprese fotografiche con il docente (orari e luoghi da concordare con il gruppo: non più di 2 ore al giorno, non più di tre giorni)

Domenica 7 dicembre
ore 10.00 – 13.00; 16.00 – 19.00, in sede

Editing: visione e selezione delle foto realizzate dai partecipanti
Chiusura del workhsop
COSTI

Iscrizione    € 120,00 (iva esclusa)

Max. 10 partecipanti

SEDE

CASTELLO 925 – CENTRO RICERCA ARTE CONTEMPORANEA
Fondamenta S. Giuseppe, Sestiere Castello 925
Venezia

Ernesto Romano è nato a Catania nel 1973. A Roma ha studiato regia e sceneggiatura cinematografica in varie scuole di cinema, e ha conseguito la laurea in Filosofia all’Università “La Sapienza” con una tesi sperimentale sul determinismo e la fisica quantistica.
Nel 2005 ha inaugurato il Livingroom Art-s Studio a Roma, dove ha esposto i suoi lavori di arte visiva e fotografia insieme a colonne sonore originali, partecipando a FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma. Nello stesso anno ha fondato la re_production, una casa di produzione che si occupa di video, edizioni, grafica e design.
Nel 2005 e nel 2006 ha ricevuto la menzione d’onore all’International Photography Awards per la sezione Fine Art con la serie Onde Anomale e per la sezione People – Lifestyle con una foto singola tratta dal reportage di Piazza Vittorio a Roma.
È stato l’unico finalista italiano nella sezione Photo/Digital Graphics al Celeste Prize 2011 di New York. Nel 2012 ha tenuto i Workshops on Creativity in SoHo a New York.

Ernesto Romano: studio sulla ‘complementarietà’.

E.Romano_New York_030

 

 

 

 

 

 

 

 

A couple dancing tango on a pier, New York 2010.

Gli abiti della coppia in primo piano sono grigio chiaro, mentre l’altra è vestita di grigio scuro.
La prima si abbraccia, l’altra è separata.
L’uomo sulla sinistra della scena indossa abiti complementari ed è opposto all’uomo sulla destra.
La linea degli abiti dell’uomo in primo piano è nella linea dell’ombra, dove si trovano i suoi abiti più scuri. L’uomo e la donna sullo sfondo hanno identiche gambe e abiti, ma posture opposte delle braccia. Lui è bruno, lei bionda.
Le linee parallele del legno del pavimento convergono nelle linee non convergenti dei grattacieli, e la loro regolarità è opposta al caos delle nuvole. La linea dell’ombra termina al centro della ruota, che sembra tirare una striscia di luce in opposizione alla catena nera.
Per un uomo ‘seduto’ sul manubrio, ce n’è uno ‘in piedi’ sulla bicicletta.
Ho atteso che il corridore fosse al centro: è una donna mentre i due opposti ai lati della scena sono uomini.
C’è un triangolo di soggetti bianchi sulla sinistra, ed uno più piccolo di soggetti scuri sulla destra, in un rapporto aureo, il cui punto coincide con il punto di fuga.
Ovviamente la coppia chiara sta girando, come dovrebbe fare la ruota scura, che è ferma. E molto altro.

E.Romano_New York_01

 

 

 

 

 

 

 

 

Who is alive?, New York 2010.

La statua di Antony Gormley, nel mezzo del traffico di Broadway, sembra voler attraversare l’incrocio di fronte al Flatiron Building, mentre le persone camminano sul marciapiede. Essa è l’unica figura inanimata della scena: immobile, frontale, esattamente al centro della composizione, mentre le persone sono profili laterali. Ma essa sembra più viva delle persone che si muovono veloci, poiché essi sono ombre evanescenti senza consistenza, mentre la statua è l’unica figura chiaramente visibile, solida, e con una postura decisa in relazione con lo spazio circostante. Essa sembra esprimere una pre-esistenza paradossale al di fuori del tempo che scorre per la vita.